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Panarelli: "Farò sempre il tifo per il Taranto! Voglio tornare presto in panchina"

di Massimiliano Fina per TuttoSerieD.com

15.08.2019 18:30

Un conto è sapere di calcio, un altro è essere bravi a trasmetterlo. Sì, in pochi hanno questa fortuna: questione di talento, certo, ma di mentalità soprattutto. Voglia, idee e determinazione: proprio come quella di Luigi Panarelli, in passato grande talento della nostra Serie A, oggi giovane allenatore con un modo diverso di intendere il calcio. Ed è proprio sul concetto di unicità che l’ex difensore del Taranto ha deciso di impostare la sua carriera in panchina: “Il segreto è prendere tutto da tutti, rubando… ma facendoti un tuo ideale e un tuo modo di vedere il calcio. Sono convinto che se imiti qualcuno è lì che sbagli e l’imitazione non ti porta da nessuna parte. Una cosa è certa: non voglio che nessuno interferisca nel mio lavoro: le scelte sono dell’allenatore. Modelli di riferimento? Al momento uno vero e proprio non c’è. Ognuno deve avere un suo modo di relazionarsi ai calciatori per la gestione, ma allo stesso tempo un suo modo tecnico e tattico per fare esprimere al meglio i giocatori”.

Panarelli si racconta con passione in un'intervista esclusiva a Tuttoseried.com in cui traspare una grande ambizione: “La più grande ricchezza è quella del sapere: infatti continuo a vedere sempre partite. Se hai un approccio umile e una apertura anche nel vedere l’allenatore di categorie inferiori, chiunque ti può dare idee. Ultimamente ho terminato il Corso Uefa A, molto formativo, dove ho avuto modo di rapportarmi con altri colleghi. Abbiamo finito il 19 luglio e ci attende l’esame il 10 settembre. Un altro passo importante verso quello che uno vuole fare da grande. Puoi allenare in Serie C, fare il secondo in A e B e allenare le primavere. L’idea di allenare? È nata 4 anni fa. Giocavo ad Altamura e il presidente di allora mi ha chiesto di allenare e quindi ho preso al volo questa occasione”.

Tra i tanti nomi venuti fuori nelle ultime settimane ed accostati alla panchina del Calcio Foggia, che poi ha optato verso altri orizzonti, c’è stato anche quello di Luigi Panarelli, classe ’76, tarantino doc, che da giocatore ha collezionato oltre 70 presenze con la divisa rossoblù conquistando la promozione in Serie C2 e lo Scudetto Dilettanti nella stagione sportiva 1994/95. A livello nazionale ha vinto tre campionati con le maglie di Torino, Florentia Viola e Treviso, a cui si aggiungono una Coppa Italia Serie C e una Coppa Italia Lega Pro: “Sono andato a parlare e c’è stato un contatto con la dirigenza, ma poi non ci sono state le condizioni per poter allenare il Foggia. Sono molto contento e onorato che mi abbiano chiamato in quanto è una piazza importantissima… ma i dettagli ti fanno essere su una panchina. Ho parlato anche con diverse società blasonate, come il Mantova. Ma dopo Taranto non posso sbagliare la scelta e anche un no sofferto può essere magari positivo”.

Dritto al punto Luigi. Concreto. Il suo essere differente, nonostante i soli 43 anni, gli ha permesso in breve tempo, di farsi apprezzare dal panorama calcistico della Serie D nelle sue recenti esperienze alla Team Altamura e al Taranto, in cui è riuscito, a lasciare il segno. “L’anno scorso abbiamo fatto un grandissimo lavoro, apprezzato da tutti quanti. All’inizio c’era tanto scetticismo, ma poi abbiamo convinto gli scettici. E non ti nego che andando in giro per Taranto e l’Italia, ci sono solo apprezzamenti e avrebbero voluto vedere una continuazione. La mia più grande gioia è vedere 5 under in Serie C ed è stato un lavoro duro che abbiamo iniziato in una certa maniera e ha portato i suoi frutti. C’è stata una crescita esponenziale: Pelliccia, Guadagno, Bonavolontà, Antonino, Salatino. Una grande soddisfazione per noi. Questo è motivo di orgoglio soprattutto perché continuano a ringraziarmi. Allo stesso tempo anche Ferrara che ho cercato e voluto fortemente, e che giocherà ancora per il Taranto. Con i ragazzi continuo ad avere un ottimo rapporto e ci si sente ancora. Io facevo anche allenamenti singoli con loro e il lavoro paga sempre, valorizzando tutti. Io farò sempre il tifo per il Taranto”.

Uno degli elementi principali di Panarelli è proprio il coraggio nel prendersi le proprie responsabilità. Luigi sa benissimo la valenza del suo ruolo, e per questo sin dalle sue prime esperienze è riuscito a imporsi come punto di riferimento per i propri giocatori: “Un conto è giocare e un conto è allenare: quando giochi pensi solo a te stesso, quando alleni, e finisci l’allenamento, è lì che inizia il lavoro più grande. 24 ore su 24 a pensare alla squadra e ai ragazzi: devi essere un buon psicologo oltre che allenatore. Non ti devi preoccupare solo di tattica e tecnica, ma anche di altri aspetti. Più esperienza hai, e più puoi migliorare. E devi essere sempre in continua formazione”.

Una parentesi sulla Serie D e non solo: “Il girone H si sa che è difficile: anche quest’anno si è confermato un girone tosto. Le altre? Il Mantova nel suo girone dirà la sua perché è stato messo con le emiliane e le lombarde. Vedo bene sia il Chieri di Morgia che l’Adriese di Luca Tiozzo, che è un buon allenatore. Il Savoia può dire la sua nel girone I dove c’è il Palermo che si sta attrezzando alla grande, però è un cantiere aperto e ha un mese di ritardo. Sorprendentemente la Turris sta nel Girone G ed è molto attrezzata per dire la sua sul campionato. Nel Girone F Recanatese, Matelica che ha un ottimo direttore sportivo, Micciola, il quale non è nuovo alla costruzione di ottime squadre in questa categoria. Anche il Campobasso che ha alle spalle un’ottima società. Tra le altre Sanremese, Savoia, Lucchese che ha un valido allenatore come Monaco, Pro Sesto e Seregno. Per quanto riguarda la Serie C, il girone C è quasi una B fatta da grandi piazze. C’è la Reggina di Mimmo Toscano che conosco e stimo tanto. Il Monopoli, che si è imposto in Coppa Italia può essere una sorpresa. E poi il Bari: è una corazzata ed è la candidata numero 1 per vincere il campionato, avendo fatti acquisti importanti, su tutti Antenucci. Ma non solo: c’è la Virtus Francavilla che ha fatto un grande acquisto come Baclet. È una società modello per quanto fatto negli ultimi anni. Nel Girone di mezzo c’è la Triestina ben orchestrata dal direttore Milanese, che lo scorso anno è arrivata in finale e dirà la sua. Nel Girone A il Siena, Dal Canto è un ottimo allenatore e l’ha dimostrato lo scorso anno. In Serie B faccio il tifo per Trapani e Venezia, ma anche Spezia e Benevento dei due grandi miei amici Italiano e Inzaghi. E l’Ascoli di Paolo Zanetti. Per quanto riguarda il Lecce ha fatto un’impresa: quando c’è programmazione e pazienza i risultati si ottengono.

Prossimi obiettivi? “Voglio fare la carriera che ho fatto da calciatore però con umiltà, con un’esperienza e una maturità diversa. La mia attesa? Andrò in giro per ritiri e per i campi, ad imparare, formarmi, confrontarmi e conoscere. E spero al più presto possibile di ritornare nel mio habitat naturale: la panchina!”.

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