A.e.L. Grottaglie

Ligorio: "Ecco perché non sono più il direttore sportivo del Grottaglie"

L'ex diesse biancazzurro si racconta a TuttoSportTaranto.com: "Ci siamo trovati in disaccordo sulla proposta di alcune migliorie per la prossima stagione. La soddisfazione più grande? Il consenso dei tifosi"

06.06.2018 10:09

Mimmo, è da qualche giorno ufficiale il tuo divorzio dall'Ars et Labor. Quali sono le motivazioni di questa decisione?

Al termine di ogni stagione si tirano le somme su quanto prodotto e quanto effettivamente si è raccolto. Analizzando col Presidente la passata stagione non mi sono piaciute alcune interpretazioni sulle delusioni stagionali e su chi addossarne le colpe. Nel proporre alcune migliorie per la prossima stagione ci siamo trovati in disaccordo anche se credo che ci fossero tutte le reali possibilità per continuare, bastava davvero poco... ma va bene così. Credo che al Presidente La Volpe non serva concretamente un direttore sportivo nella totalità delle sue competenze ma un buon selezionatore che avalli le sue scelte e i suoi intendimenti calcistici.

Che voto dai alla stagione del Grottaglie e al tuo operato?

Diciamo che quest’anno si è iniziato a costruire qualcosa di importante e si doveva dar seguito al progetto senza stravolgerlo. Abbiamo creato da zero una rosa abbastanza giovane che migliorata di qualche pedina avrebbe potuto garantirsi una buona fetta da protagonista nella prossima stagione. Abbiamo creato dal nulla un settore giovanile divenuto già il fiore all’occhiello in zona e nel progetto futuro vi erano importanti passaggi per dare la giusta visibilità al movimento. Non amo fare auto proclami, lascio agli altri il giudizio sul merito, io raccolgo i consensi e la mia medaglia stagionale sull’operato l’ho ricevuta proprio sabato 2 giugno con un invito molto particolare al quale ho aderito con grande soddisfazione e gioia. Raccogliere i consensi della tifoseria organizzata è qualcosa di molto positivo.
 
Dove vedremo Mimmo Ligorio nella prossima stagione?

Al momento ho ricevuto solo qualche chiamata che vale più da sondaggio che da intenzioni serie, dico questo a dimostrazione che il mio arrivederci al Grottaglie non è per occasioni carrieristiche. Per ora vivo la mia famiglia, ampiamente trascurata per dedicarmi a pieno regime al progetto e valuterò serenamente senza dannarmi l’anima, ritengo che se non ci siano le condizioni per lavorare bene sia meglio starsene a casa e guardare il calcio in tv. Non amo girare i campi se non per scouting, a meno di partite di cartello per non rischiare l’antipatica etichetta di “tirapiedi” molto viva nel nostro mondo e che sinceramente mi infastidisce notevolmente.

Anche quest'anno per il calcio tarantino tanti affanni e poche gioie. C'è una ricetta per invertire il trend negativo degli ultimi anni?

Credo che il problema non sia solo nel tarantino, la crisi del settore la si percepisce un po’ ovunque, basta guardarsi in giro. Nel nostro territorio tolto il Francavilla, vera oasi felice in questo momento storico, non vedo società ambiziose, basti considerare che a Brindisi nella festa per la promozione i dirigenti invocavano la speranza di ingressi in società per riportare la squadra ai fasti dei tempi che furono. A Taranto c’è fiducia per il progetto Giove che potrebbe decollare già dalla prossima stagione e poi Martina tra realtà e incognite, davvero molto poco per il territorio.

 

 

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