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TARANTO. “CELERINI CONTRO IL GUARDRAIL”. IL SINDACATO AUTONOMO DI POLIZIA DENUNCIA I NO TAP E NO TAV INTERVENUTI AL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO

02.05.2018 19:03

Stefano Paoloni - Segretario Generale Sindacato Autonomo di PoliziaIl 1° maggio nella città di Taranto si è svolto, come di consueto negli ultimi anni, il concerto dedicato alla festa del lavoro, organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. In quel contesto sono accaduti due episodi particolarmente gravi, in quanto delle persone che asserivano essere rappresentanti dei movimenti NO TAP di San Foca e NO TAV della Val di Susa, dal palco hanno lanciato messaggi di odio contro chi indossa una divisa. “Indossare una divisa non vuol dire picchiare chi lotta per la propria terra” e “celerini contro il guardrail” sono state le frasi pronunciate dal palco e trasmesse in diretta in tutta Italia. Un amplificatore non indifferente per un vero e proprio messaggio di violenza. Il SAP ha scritto una lettera al Prefetto di Taranto e provvederà ad inviare il filmato alla Procura della Repubblica perché valuti la sussistenza di profili di reato. Chi ha proferito quelle parole se ne dovrà assumere pienamente la responsabilità.
«Non è accettabile che in una manifestazione pubblica si inciti all’odio e alla violenza nei confronti delle forze dell’ordine. In un paese civile e democratico le forze dell’ordine servono la convivenza civile – fa sapere il Segretario Generale Stefano Paoloni – Troppo spesso l’incapacità della politica di individuare soluzioni fattive lascia in mezzo al guado le forze dell’ordine che si vedono costrette a frapporsi tra chi abusa della libertà di manifestare usando violenza».
«E’ veramente preoccupante quanto accaduto, non solo perché gli autori molto probabilmente hanno la sensazione di restare impuniti, ma soprattutto per il contesto in cui il fatto si è svolto e la visibilità che questo concede – e conclude – E’ importante ora che Istituzioni e il mondo della politica si dissocino e condannino quanto accaduto poiché diversamente significherebbe consegnargli la patente di legittimità. Non deve essere una questione di colore politico, ogni forma di violenza deve essere
sempre condannata e, a maggior ragione, se ciò mina la convivenza civile e democratica».

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